Come usare l’analisi dei dati per mitigare il rischio di credito

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L’analisi dei dati rappresenta senza dubbio tra le armi tecnologiche a disposizione dell’impresa una delle più potenti ed efficaci. Nell’era della digitalizzazione e della revisione dei processi in chiave 4.0, la capacità di sfruttare al meglio e con efficienza la crescente mole di informazioni a disposizione dell’azienda è infatti una carta vincente decisiva. Nessun management illuminato può ormai esimersi dal giocarla.

I vantaggi che l’analisi dei dati può generare al business sono palesi e conclamati in più ambiti. Nella gestione del rischio di credito, per esempio, le aziende “data-driven” ricoprono posizioni favorite rispetto ai competitor. Loro punto di forza è la capacità di rendere i dati delle vere e proprie leve competitive, in grado di trasformarsi a loro volta in valore. Un valore che, in questo caso, si concretizza nella progressiva mitigazione del rischio di credito, con tutti i benefici che possono conseguirne per le attività d’impresa.

 

L’importanza di una corretta gestione del rischio di credito

Il rischio di credito, o credit risk, è un indicatore basilare della salute del business. L’affidabilità nei pagamenti dimostrata dai clienti e, più in generale, dalle controparti commerciali è fondamentale per garantire all’organizzazione la liquidità necessaria per far fronte quotidianamente ai propri impegni. Clienti che pagano con ritardo o, peggio, non pagano affatto i propri debiti possono compromettere la stabilità finanziaria dell’impresa e, nei casi più gravi, spingerla verso la crisi mettendo a rischio la sua sopravvivenza futura.

Stimare e gestire in modo preventivo il credit risk è quindi un’esigenza primaria e strategica per il direttore finanziario, il CFO o il responsabile dell’ufficio tesoreria. Non solo. L’importanza di questa funzione è tale che anche la legge ora ne prevede la messa in atto. Il “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”, entrato in vigore il 16 marzo scorso, ha, infatti, introdotto l’obbligo per le aziende di dotarsi di sistemi efficaci di Enterprise Risk Management, quindi di strumenti, servizi, software e assetti organizzativi idonei a gestire in modo più accurato il rischio, e il rischio di credito in particolare, garantendo flussi di liquidità più stabili nel tempo. In altre parole, all’azienda è richiesto di adottare una seria politica di Credit risk management, finalizzata a mitigare le perdite comprendendo lo stato di adeguatezza del capitale del cliente.

 

Dall’analisi dei dati al credit risk management

Ma che cosa significa nel concreto mitigare il rischio di credito grazie alla nuova leva rappresentata dall’analisi dei dati? Come avviene questo processo nella pratica?

Come sappiamo, nel passato la valutazione del credit risk era frutto di procedure complesse, articolate e lunghe, spesso poco efficienti in ottica di business. Oggi, invece, questa stessa funzione può essere svolta secondo modelli più snelli e innovativi grazie proprio all’apporto dei dati a disposizione dell’azienda. Si tratta, in gergo tecnico, dei Big Data, immense quantità di informazioni – nell’ordine dei Terabyte -, che possono essere sottoposte ad analisi per ricavarne anche un cospicuo valore economico.

Un’impresa proiettata al successo sarà dunque quella in grado di rendersi capace di analizzare, con metodi e tecniche specifici, una tale mole di materiale e di costruire competenze nell’ambito dei Data Analytics. La capacità di estrarre valore concreto dalle informazioni, mettendo in relazione dati strutturati e destrutturati ha il vantaggio di supportare i decision maker nelle loro visioni strategiche, sfruttando in modo redditizio quei valori per compiere scelte o disegnare modelli previsionali.

Parlando di rischio di credito, poi, l’analisi dei dati influenzerà notevolmente la percezione della salute della clientela. Con inevitabili benefici sul business.

Pensiamo per esempio al sistema di fatturazione interno. Una buona soluzione, date le opportunità tecnologiche attuali, consentirà non solo di gestire al meglio tutto il processo aziendale, ma anche di lavorare sulla Data Quality e sull’analisi dei dati. E grazie a specifici moduli, si potrà partire da qui per fornire all’imprenditore la capacità di comprendere lo stato di rischio del cliente: il fatto cioè che esistano le condizioni perché paghi la fattura. Questo, di conseguenza, permetterà di gestire tutta l’attività d’impresa con maggior scioltezza, scongiurando rischi dovuti ad una clientela che potrebbe rivelarsi non affidabile.

 

Mitigare il rischio di credito con una soluzione tecnologica

Detto tutto ciò, è evidente che oggi non si può più parlare di gestione del credit risk senza far riferimento ai servizi digitali che si fondano sui Big Data. Per agire in modo predittivo sull’analisi della probabilità di insolvenza sarà quindi necessario sfruttare le tecnologie di Enterprise Content Management, i Big Data Analytics e l’Artificial Intelligence per ricavare insight e stime veritiere sulla solvibilità dei clienti. Quando poi l’Enterprise Content Management si innesterà in un sistema più ampio di governo dei Big Data, allora l’azienda si ritroverà in mano un potente strumento di gestione intelligente del rischio di credito.

Ai decision maker finanziari – il CFO, il capo della tesoreria, il direttore finanziario – spetterà il compito di scegliere la soluzione più adeguata al proprio business, tenendo sempre presente che una buona soluzione, soprattutto in termini di modernità, compliance e opportunità tecnologiche, partirà inevitabilmente dai dati per arrivare a valori concreti.

Considerato che l’avvento della fattura elettronica ha moltiplicato le opportunità per l’impresa di accedere a dati e informazioni rilevanti sulla solvibilità delle controparti commerciali, ecco che proprio questa potrà rappresentare il giusto punto di partenza.

Nella selezione di un buon sistema di fatturazione, la scelta migliore ricadrà quindi su una soluzione che sappia incrociare Data Quality e Credit risk management per dar vita a funzionalità inedite e preziose:

  • Tenere monitorata la salute del proprio credito con la possibilità di accedere costantemente ai dati specifici che interessano;
  • Controllare la solvibilità di clienti e fornitori con inevitabili benefici in termini di gestione del rischio di credito;
  • Osservare, analizzare e studiare il mercato attraverso una visuale sui report relativi alle imprese;
  • Accedere in tempi brevi a dati sui credit score ovvero il tasso di rischiosità di clienti e fornitori;
  • Gestire l’anticipo fatture.