Risk management: 5 leve di software selection che devi conoscere

Risk management

Mai come in un momento di difficoltà, all’orecchio delle imprese devono risuonare due parole: Risk management. Per dirla con Gartner, società di consulenza internazionale, con questa espressione si intende l’insieme di pratiche e processi supportati da una cultura consapevole del rischio, che mette a disposizione tecnologie in grado di migliorare il processo decisionale e le prestazioni attraverso una visione integrata di come un’organizzazione gestisce la propria particolare serie di rischi. Semplificando le cose, si parla nient’altro che di software avanzati, capaci di aiutare le organizzazioni a migliorare il livello di rischio nei progetti e nelle azioni in corso, generando informazioni significative e piani d’azione.

Insomma, ai tempi del coronavirus tocca pensarci. E seriamente. Senza scomodare teorie troppo accademiche, la quotidianità impone ormai di fare i conti con i potenziali rischi dovuti proprio alla criticità del momento contingente. E il Risk management diventa un tassello essenziale della strategia aziendale, in vista della ripresa e del futuro che verrà.

 

L’importanza di possedere strumenti software che lavorino sul Risk management

Ideare e attuare politiche di gestione del rischio è sempre, anche in tempi non sospetti, un importante strumento di crescita.  Il motivo è semplice: i software di Risk management aiutano le aziende a minimizzare i rischi, a livello sia gestionale sia operativo, diminuendo la possibilità di perdite economiche grazie a una più efficiente gestione del dato. Non solo. Offrono anche un importante sostegno nella predisposizione di un piano strategico e decisionale, grazie all’analisi di priorità e task. Inoltre, contribuiscono ad allocare le risorse in maniera più efficace e a tutelare il know-how aziendale, interagiscono con le altre soluzioni di compliance e di gestione dei rischi finanziari e spesso offrono il valore aggiunto delle soluzioni di business intelligence e di gestione di eventi eccezionali.

Sono insomma lo strumento più adeguato per prevenire situazioni difficili e accompagnare l’impresa nelle criticità che può incontrare, documentando le attività di corporate governance, rischio e conformità, e garantendo che questi elementi siano in linea con gli obiettivi aziendali. Il tutto attraverso un importante lavoro di analisi che si fonda su alcuni parametri fondamentali:

  • identificazione del rischio;
  • valutazione del rischio;
  • pianificazione delle operazioni di contenimento;
  • comunicazione e pianificazione delle misure di prevenzione.

 

Monitorare il credito nell’era del coronavirus

Il complesso momento storico che le imprese si trovano oggi ad affrontare a causa del coronavirus avrà inevitabili ripercussioni sui rischi aziendali. Se non con conseguenze concrete, certamente con una revisione della loro percezione. E ovviamente, delle politiche di Risk management.

È facile immaginare che una crisi tanto lunga e pesante sia destinata a far sentire i suoi effetti, ad esempio, sul problema del credito. Molte aziende (per prime le meno strutturate, le più piccole e quelle meno attente alla modernizzazione) subiranno ripercussioni negative in questo senso. Ecco perché dotarsi di strumenti che consentano di monitorare gli indicatori relativi alle potenziali difficoltà, ora soprattutto in ambito creditizio, diventa fondamentale.

E allora, in questo quadro, quali diventano le leve più importanti da considerare per un’efficace software selection di Risk management?

  1. Tenere d’occhio il budget. I tradizionali software di Risk management non sono economici: più crescono le funzionalità, più si alza il prezzo. È importante ragionare in termini di budget prima di procedere con la selezione. Ma considerato che a monte della scelta c’è anche la definizione delle proprie aspettative, una strategia può essere valutare se le specifiche funzionalità di cui si ha bisogno possano magari essere fornite da moduli allegati a soluzioni software già in uso. O da soluzioni di cui l’azienda deve dotarsi anche per altri scopi. Un esempio? Il sistema di fatturazione, che può comprendere dashboard gratuite finalizzate proprio ad analizzare i possibili rischi aziendali.
  2. Puntare su facilità e rapidità. Tenere sotto controllo proprio il rischio di credito con facilità e rapidità è un grande valore aggiunto, in un momento economicamente complicato come quello attuale. Nell’ambito di una politica di Risk management, oggi è questa la vera priorità.
    Immaginate di avere in tempo reale una dashboard che contiene sempre l’informazione sulla qualità del vostro credito. Capire con un clic, ad esempio, in che percentuale il vostro fatturato sia affidabile, e quindi poter mettere in atto procedure e politiche verso i clienti per aumentare il livello di affidabilità del credito, può rivelarsi una mossa strategica decisiva da attuare con perfetto tempismo. Una cosa per nulla scontata.
  3. Evitare i traumi. Poter attuare politiche di Risk management attraverso l’uso di software che si integrano con le tecnologie già utilizzate in azienda, senza imporre pesanti percorsi di formazione o l’adozione di nuovi skill anche per processi già collaudati, può alleviare di molto il peso della nuova adozione. Utile, per le piccole e medie imprese, può quindi essere il ricorso a estensioni e funzionalità aggiuntive del proprio sistema gestionale.
  4. Ricorrere a soluzioni che facciano della Data quality il loro punto di forza. Il vasto patrimonio informativo oggi nelle mani delle imprese, ad esempio attraverso il sistema di fatturazione, può diventare la leva su cui agire anche per definire le politiche di rischio. Il requisito, però, è che le soluzioni software consentano di lavorare su dati quanto più accurati e corretti possibile. In questo modo, il Risk management potrà affidarsi a queste informazioni con fiducia per immaginare soluzioni credibili. La Data quality deve quindi essere un pilastro fondamentale delle soluzioni adottate dall’impresa.
  5. Scegliere un software che guardi avanti. I costanti, continui e spesso rivoluzionari cambiamenti del contesto economico rendono necessario badare anche a un altro aspetto delle soluzioni software: la loro lungimiranza. Programmi e tool inseriti in una roadmap definita, che non sia frutto di visioni sognanti ma di programmi concreti e concretizzabili, vanno certamente preferiti ad altri. Parlando di rischio di credito, ad esempio, vanno privilegiate le soluzioni software (o le funzioni aggiuntive) che mirino già oggi a soddisfare esigenze in futuro sempre più importanti: una tra tutte, l’anticipo fatture. Questa frontiera, in continua crescita sul mercato, sarà domani uno dei requisiti in grado di garantire la piena operatività aziendale. Affidarsi a partner che abbiano a cuore questo tema, con un programma di azione realistico, diventa quindi essenziale per guardare al futuro. Se, poi, una tale lungimiranza nasconde piani ancor più a lungo termine (perché non affiancare, ad esempio, al tema dell’anticipo fatture anche quello della blockchain e delle criptovalute?), il quadro è ancora migliore.

Insomma: a beneficiare di tutte queste leve vincenti sarà l’impresa nel suo complesso, la sua attività di business, il suo posizionamento sul mercato, il suo rapporto con clienti, fornitori e banche. Le attività di Risk management che (complice il partner che soddisferà tutti questi requisiti) l’impresa sarà in grado di attuare permetteranno infatti di vincere la partita contro ogni possibile insidia. Ma non sarà una partita dura da giocare: chi farà la scelta giusta vincerà a tavolino. Sarà semplicemente il player migliore.